Porte REI, tagliafuoco o per luoghi pubblici: differenze e guida alla scelta

Negli ultimi anni è diventata sempre maggiore l’attenzione alla sicurezza, sia negli ambienti di lavoro, sia in quelli destinati, per loro peculiarità, ad accogliere un grande numero di persone.

Uno degli aspetti principali della sicurezza nei luoghi pubblici è quello relativo alla gestione degli incendi; sono numerosi gli obblighi che le aziende, gli edifici pubblici (per esempio le scuole, gli ospedali, gli uffici ecc.) devono rispettare per garantire la protezione delle cose e soprattutto delle persone.

Fra i vari obblighi previsti dalle attuali normative c’è quello relativo alle porte tagliafuoco, note anche come porte antincendio o porte REI.

Cominciamo col chiarire che tra porte tagliafuoco, porte antincendio o porte REI non vi sono differenze; si tratta infatti di espressioni che indicano lo stesso tipo di porta.

Se le diciture tagliafuoco o antincendio sono di per sé molto chiare, qualche dubbio potrebbe esserci sul termine REI; in realtà si tratta di un acronimo che sta per:

  • Resistenza (attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco)
  • Ermeticità (l’attitudine a non lasciar passare/produrre fiamme, vapori o gas caldi sul lato non esposto)
  • Isolamento termico (attitudine a ridurre la trasmissione del calore).

La siglia REI è seguita da un numero (da 10 a 360) che esprime il tempo in minuti durante il quale la resistenza al fuoco deve essere garantita; si parla in questo caso di classi di resistenza (che sono 11: 10, 15, 20, 30, 45, 60, 90, 120, 180, 240 e 360).

Le porte tagliafuoco devono essere realizzate con materiali che garantiscano quanto sopra e avere anche un meccanismo di apertura che permetta una rapida fuga delle persone che si trovano nel luogo dove si è sviluppato un incendio; ovviamente è necessario anche che si richiudano in modo automatico dopo la fuoriuscita delle persone.

Porte antincendio: dove devono essere obbligatoriamente presenti?

L’attuale normativa relativa alle porte tagliafuoco prevede l’obbligo di installazione di almeno una porta antincendio in quegli edifici pubblici, come gli ospedali, le scuole, gli uffici nei quali è previsto un afflusso di persone; devono essere altresì presenti in strutture quali alberghi e hotel, comunità ecc.; sono altresì obbligatorie in quegli ambienti in cui sono custoditi materiali infiammabili.

A prescindere dagli obblighi di legge, l’installazione di una porta tagliafuoco può essere una scelta da prendere in considerazione anche dai privati, per esempio in quei casi in cui si possieda, per esempio, un garage che ha un accesso diretto all’abitazione.

Sicurezza abbinata allo stile: come scegliere per il meglio

Se in determinati ambienti in cui è obbligatoria una porta antincendio non è importante soffermarsi sullo stile (per esempio nel caso di magazzini, garage ecc.), vi sono determinate situazioni in cui è necessario prestare molta più attenzione alla gradevolezza estetica; i classici esempi sono quelli dei residence, degli hotel di lusso e di altre strutture ricettive.

In questi ultimi casi è necessario scegliere un prodotto che abbini la massima sicurezza a un design che si sposi alla perfezione con l’architettura della struttura.

Al momento dell’acquisto di una porta tagliafuoco è necessario verificare che sia presente l’etichetta che attesta l’avvenuta effettuazione dei test obbligatori e che riporta il nome del produttore, l’ente che ha certificato il prodotto, la data del controllo, la classe di resistenza e anche il numero di produzione.